La maniera mutata - Carlo Paolazzi - Vita e Pensiero - Libro Vita e Pensiero

La maniera mutata

La maniera mutata
Titolo La maniera mutata
Sottotitolo Il «dolce stil novo» tra Scrittura e «Ars poetica»
autore
Argomenti Lingue e letterature Lingua e letteratura italiana
Collana Scienze filologiche e storia, 11
Formato Libro
Pagine 360
Pubblicazione 1998
ISBN 9788834300596
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€ 26,00
Il dibattito sul cosiddetto «dolce stil novo» è bloccato da tempo su due posizioni decisamente contrapposte: parte della critica assume quell’espressione come sigla storiografica, capace di definire in sintesi la poetica dei rimatori toscani che guardano al bolognese Guido Guinizzelli e si stringono attorno a Guido Cavalcanti e a Dante, mentre un’altra, crescente costellazione di studiosi tende a dissolvere ‘scuola’ e poetica del «dolce stil novo», restringendola al solo Dante e a momenti d’intesa con gli amici Cavalcanti e Cino da Pistoia. Attraverso un’indagine sistematica sui testi questo saggio è approdato alle seguenti conclusioni: fondatezza e legittimità del titolo di «padre» degli stilnovisti attribuito al Guinizzelli; radicamento profondo della teoria e della prassi del «dolce stil novo» nella teologia creaturale e nella dottrina biblica dell’ispirazione; utilizzo coerente e motivato dell’Ars poetica oraziana, con particolare riguardo al rapporto «moti dell’animo»- parola e parola-pubblico. Contro i tentativi di liquidazione, si conclude dunque per una sostanziale tenuta della sistemazione storiografica proposta da Dante per la poesia volgare del Duecento, dentro la quale il «dolce stil novo» si accampa come tentativo felice di accordare sentimenti e parola, tradizione e novità, messaggio biblico e definizione oraziana della poesia.

Biografia dell'autore

Carlo Paolazzi, ofm, insegna Letteratura italiana presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nei suoi studi sulla ‘preistoria’ della lauda (tra i quali il Cantico di Frate Sole, Marietti, Genova 1992) aveva già messo in luce l’incidenza decisiva della tradizione biblica nella nascita della poesia volgare italiana, mentre i rapporti con la poetica e la normativa retorica di derivazione classica hanno largo spazio nelle sue indagini sull’opera di Dante, riletta anche dentro il dibattito aperto dal poeta fiorentino nella stagione del primo Umanesimo, come mostra il volume Dante e la «Comedia» nel Trecento. Dall’Epistola a Cangrande all’età di Petrarca, Vita e Pensiero, Milano 1989.

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