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La drammaturgia della Settimana Santa in Italia

La drammaturgia della Settimana Santa in Italia
titolo La drammaturgia della Settimana Santa in Italia
autore
argomenti Società, media, famiglia, lavoro Media spettacolo e processi culturali
collana La città e lo spettacolo
formato Libro
pagine 572
pubblicazione 1991
ISBN 9788834329023
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€ 32,00
Pasqua, celebrazione dell'evento fondante del cristianesimo e come tale madre delle feste, della liturgia e del calendario, presenta una delle più complesse drammaturgie del tempo. Il termine drammaturgia cerca di cogliere l'articolata messa in scena di un fatto simbolico che si estrinseca in forme rituali, liturgiche, paraliturgiche, teatrali, parateatrali folcloriche, ecc., affrontate in maniera separata dagli studiosi di liturgia, di etnologia, di teatro, che non riescono così a rendere conto dell'intreccio costitutivo di rito e teatro insito in ogni memoria attualizzante della morte, passione e resurrezione di Cristo. L'interesse per la drammaturgia della settimana santa è motivato dalla ricchezza di forme drammatiche e drammatizzate che vanno dalle invenzioni proprie del periodo pasquale (come il Quem quaeritis, la Visitatio sepulchri, le Passioni, il Pianto della Madonna, gli apparati scenografici per i sepolcri del giovedì santo la deposizione dalla croce, la processione del Cristo morto, quella dell'incontro tra Cristo risorto e la Madre, ecc.) alle molteplici attività rituali, spettacolari e artistiche che l'attraversano (danza, fuochi d'artificio, riso pasquale, oratorio musicale, melodramma, canti narrativi processionali, laude, pupi e giganti di cartapesta, mascherate riti del sangue, questue, trionfi gastronomici, sacre rappresentazioni, “sfilate” di moda, ecc. Lo studio della ritualità e della teatralità della settimana santa nell'area italiana smentisce l'opinione comune di un teatro sacro e d'argomento religioso limitato, come vuole la storiografia tradizionale, al Medioevo. L'ampia documentazione esistente rivela al contrario una espansione del fenomeno lungo i secoli e pone in questione non pochi assunti teorici del sapere teatrale. Viene in evidenza infatti una drammaturgia diversa, ancora oggi più diffusa e praticata della forma chiusa ed elitaria del teatro classico. E dove sembra ripetersi l'antica contrapposizione tra Chiesa e teatro, ovvero tra due sistemi competitivi di comunicazione, si fa strada invece lo stretto rapporto che esiste tra i due, dal momento che nelle innumerevoli rappresentazioni della passione, morte e resurrezione di Cristo si afferma il mistero dell'incarnazione: I'invisibile che si veste di corruzione. Dio che si fa uomo. L'apparenza del teatro.

Biografia dell'autore

Claudio Bernardi è ricercatore di Storia del teatro e dello spettacolo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da anni si occupa delle relazioni tra rito e teatro. Ha pubblicato saggi sulle feste medievali, in particolare quelle dei Folli e degli Innocenti, e sugli aspetti del comico nel teatro italiano. Ha curato il settore dedicato allo spazio e al tempo nei Discorsi del teatro, Vita e Pensiero, Milano 1982 ed è autore di Il corpo in festa: il carnevale, in V. Melchiorre, A. Cascetta (a cura di), Il corpo in scena, Vita e Pensiero, Milano 1983.
La Città: A Pasqua riti "senza tempo" (A. De Dominicis)
pubblicato il: 16-03-2020

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