Shelagh fa' un inchino. "A Taste of Honey" e il suo contesto

Shelagh, fa' un inchino

Shelagh, fa' un inchino
titolo Shelagh, fa' un inchino
autore
argomenti Lingue e letterature Linguistica e letterature straniere
collana Ricerche. Scienze linguistiche e letterature straniere
formato Libro
pagine 144
pubblicazione 2016
ISBN 9788834332634
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€ 15,00
Spedito in 3 giorni
Shelagh Delaney fu tra i protagonisti della new wave che negli anni Cinquanta travolse e cambiò il teatro inglese. Accanto a personalità come Osborne, Wesker e Pinter ci fu anche questa drammaturga di soli diciannove anni che con la sua opera d’esordio sfidò i pregiudizi, e svelò ipocrisie e contraddizioni, di una società classista e troppo compiaciuta. Scritto in un linguaggio ironico, contemporaneo e realistico, A Taste of Honey (1958) fu forse il più innovativo, certamente il più coraggioso, fra i drammi degli autori emergenti, portando all’attenzione temi considerati tabù nel teatro dell’epoca, come l’amore interrazziale, l’omosessualità, le dure condizioni di vita della working class. Autentica teenage wonder nel breve periodo di massima popolarità, Delaney sarebbe poi scomparsa rapidamente dalla ribalta, dopo lo scarso successo del suo secondo dramma. Da allora l’autrice è stata quasi dimenticata, anche se la sua opera ha continuato a influenzare, più o meno direttamente, la cultura britannica: dal dramma e il romanzo della stagione del kitchen sink realism, alla drammaturgia femminista degli anni Settanta, al cinema di denuncia degli anni Ottanta e Novanta. Questo volume si propone una lettura di A Taste of Honey nel suo contesto storico, sociale e culturale, al fine di fornire gli strumenti per apprezzare l’opera e comprenderne la rilevanza nella storia della letteratura inglese.

Il titolo del libro:
«Solo una personalità importante della cultura britannica ha tenuto vivo il ricordo di Shelagh Delaney, al tempo stesso testimoniando un’influenza che ha travalicato il mondo dell’arte drammatica. Morrissey, già leader degli Smiths, forse l’autore più raffinato e ‘letterario’ della musica pop inglese, ha costantemente riconosciuto il suo debito nei confronti della scrittrice. Oltre a citare le opere di Delaney in molte sue canzoni e a utilizzare la sua immagine come copertina di diversi dischi, Morrissey è giunto ad affermare: «I’ve never made any secret of the fact that at least 50 per cent of my reason for writing can be blamed on Shelagh Delaney». Senza l’impulso di Morrissey difficilmente avrei conosciuto a fondo la vita e l’opera di Shelagh Delaney, che vengono liquidate in poche righe nei più recenti libri di storia della letteratura inglese. Ho perciò utilizzato i testi delle sue canzoni, prendendoli direttamente o parafrasandoli, per il titolo di questo libro e dei capitoli che lo compongono. Un piccolo divertimento che vuole anche essere un omaggio all’artista che meglio di tutti ha preservato l’eredità letteraria di Shelagh Delaney».

Dalla Premessa dell'autore

Biografia dell'autore

Franco Lonati insegna Letteratura inglese e Cultura e storia dei Paesi di lingua inglese presso la facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Oltre a diversi saggi e articoli, ha pubblicato i volumi Tradizione, traduzione, tras-fusione. Dracula dal testo allo schermo (Roma 2007), Segnati dalle stelle. Romeo and Juliet al cinema (Vita e Pensiero, Milano 2009) e I am the people. Carl Sandburg e i Chicago Poems (Roma 2015).

La pillola

«My usual self is a very unusual self»
A Taste of Honey

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