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Metafisica e deellenizzazione

Metafisica e deellenizzazione
titolo Metafisica e deellenizzazione
autore
argomenti Filosofia Filosofia teoretica
collana Opere di Gustavo Bontadini
formato Libro
pagine 114
pubblicazione 1996
ISBN 9788834336793
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€ 11,00
In questo libro, che apparve nel 1975 a coronamento di tutta l’ultima fase della riflessione bontadiniana, viene pienamente raggiunto l’obbiettivo che il filosofo si era in essa proposto, vale a dire la rigorosa fondazione della metafisica classica perseguitata attraverso l’affinamento critico del suo nucleo essenziale. Tale nucleo è individuato nel principio di Parmenide che, cimentandosi dialetticamente con l’esperienza del divenire, si determina in ultima istanza come principio di creazione; illuminante al riguardo è soprattutto il primo saggio, Per una teoria del fondamento, del quale non sembra per nulla esagerato affermare che contiene alcune fra le pagine speculative più limpide e insieme più potenti di tutta la filosofia italiana del Novecento. I saggi successivi si incaricano di sviluppare alcune implicazioni storiche e culturali del discorso metafisico, prendendo altresì in esame il fenomeno della “deellenizazione”. Con questa espressione si usava allora designare, specialmente nel dibattito teologico, il processo di demetafisicizzazione che aveva investito e tutt’ora investe il pensiero cristiano. Come Bontadini mostra con dovizia di argomentazioni, si tratta di un processo alimentato dal rifiuto indiscriminato dell’ontologia greca: cioè, in ultima analisi, dall’attribuzione di un significato meramente cosmologico a quel principio di Parmenide il cui autentico valore è invece schiettamente metafisico.

Biografia dell'autore

Gustavo Bontadini (1903-1990) fu nel 1921 fra i primi allievi dell’Università Cattolica, ov’ebbe per per maestri E. Chiocchetti, A. Gemelli, A. Masnovo, F. Olgiati, G. Zamboni e dove si laureò nel 1925 con una tesi sulla La metafisica dell’esperienza. Ebbe ben presto incarichi di insegnamento nella stessa Università e poi in quella di Urbino e nella Statale di Milano. Nel 1949 vinse il concorso per l’ordinariato e fu chiamato alla cattedra di Filosofia teoretica dell’Università di Pavia, da dove nel 1951 fu chiamato per la stessa disciplina nell’Università Cattolica e qui insegnò sino al 1978. Fu membro effettivo dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e socio corrispondente dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

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