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Lettere

Lettere
titolo Lettere
sottotitolo Vol. V (1783-1785)
autore
curatore
traduttore
argomenti Filosofia
collana Fontes, 14
formato Libro
pagine 576
pubblicazione 2020
ISBN 9788834341025
Copertina HD Copertina HD
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€ 50,00

Informazioni importanti

Il database che consente di consultare l'intero corpus dell’edizione critica del Briefwechsel di Hamann è disponibile qui
«Il principio a cui si possono ricondurre tutte le espressioni di Hamann è questo: “Tutto ciò che l’uomo intraprende, sia con l’azione che con la parola o altrimenti, deve scaturire dall’unione di tutte le sue facoltà: tutto ciò che è staccato è da ripudiare”. Splendida massima! difficile però da seguire. Può senz’altro valere per l’arte e per la vita; ma per ogni comunicazione per mezzo di una parola che non sia esplicitamente poetica ci si trova in grande difficoltà, perché la parola deve sciogliersi, singolarizzarsi, se vuole dire e significa­re qualcosa. Quando parla l’uomo deve momenta­neamente diventare unilaterale: senza separazione non si dà né comunicazione né dottrina. Ma dal momento che si era rifiutato una volta per tutte a questa divisione e in quella stessa unità in cui sentiva immaginava pensava volle pure parlare e pre­tese lo stesso anche dagli altri, Hamann venne a trovarsi in contrasto col suo proprio stile e con tutto ciò che gli altri potevano produrre.
Per operare l’impossibile si afferra a tutti gli ele­menti: le intuizioni più profonde dove la Natura si coniuga nel segreto con lo Spirito, illuminanti lampi dell’intelligenza irradiantisi da un siffatto incontro, significanti immagini aleggianti in quelle regio­ni, impetuose sentenze di scrittori profani e sacri e ancora tutto ciò che si può infilarci di umoristico: tutto confluisce a configurare la interezza mirabile del suo stile, delle sue comunicazioni. Ma se non si sa accompagnarsi a lui giù nel profondo, migrare con lui nelle altezze, impadronirsi delle forme che gli aleggiano innanzi, ricavare da una letteratura infinitamente estesa proprio quel preciso senso di un passo appena accennato, tutto si intorbidisce e si oscura ai nostri occhi tanto più lo studiamo: e questa tenebra andrà sempre più crescendo col passare degli anni, giacché le sue allusioni erano dirette principalmente a determinati fatti singoli impostisi nella letteratura e nella vita appena per un istante... Non l’ho mai incontrato di persona, né ho avuto rapporto epistolare diretto con lui. Mi risulta che nella vita e nell’amicizia fu di una limpidità estrema ed ebbe un sentimento quanto mai giusto dei rapporti degli uomini tra loro e con lui. Tutte le lettere di lui che ho visto erano egregie e molto più intelligibili dei suoi scritti, in quanto lì risultava più palese il riferimento a tempi e circo­stanze, nonché ai rapporti personali...».

Johann Wolfgang von Goethe,
Dichtung und Wahrheit III, 12.

Biografia dell'autore

«... mi pare qui il luogo opportuno di ricordare questo degno uomo che tanta influenza ha esercitato e che fu a suo tempo per noi quel gran problema che sempre è rimasto per la sua patria. I suoi “Memorabili Socratici” fecero sensazione e furono particolarmente graditi a quelle persone che non si lasciarono accecare dallo spirito del tempo. Si sentiva lì un uomo dal pensiero profondo e documentato, ben familiare col mondo pubblico e con la letteratura, ma faceva presentire ancora qualcosa di segreto ed imperscrutabile, sul quale egli si espri­meva in guisa affatto originale. Da coloro che signoreggiavano allora la letteratura fu considerato senz’altro un mistico astruso, ma una gioventù piena di aspirazioni non mancò di esserne attratta.
...certe anime pie se lo erano figurato a propria immagine, lo avevano con reverenza trattato da Mago del Nord e si aspettavano che tosto si sarebbe presentato in parimenti dignitoso contegno. Per la verità già con le “Nuvole” – un postludio ai “Memorabili Socratici” aveva scosso un po’, ma quando diede alla luce le “Crociate del Filologo”, sul cui frontespizio figurava il profilo caprino di un Pan con tanto di corna non solo, ma faceva davve­ro comica mostra di sé in una delle prime pagine un grosso gallo in incisione lignea che segnava il tempo a gallinelle che gli stavano davanti con lo spartito tra le unghie (scherzosa presa in giro di certe musi-che da chiesa poco gradite all’autore), insorse tra i ben pensanti e le anime delicate una contrarietà, che non si mancò di far notare all’autore, che, poco edificato anche da quel fatto, preferì ritrarsi da un più stretto contatto. A tener viva la nostra attenzione su quest’uomo c’era però sempre Herder, che unitamente alla moglie rimaneva con noi in costante corrispondenza, e che subito ci faceva avere tutto di quell’uomo interessante non appena apparisse, comprese anche le recensioni e gli annunci librari inseriti nella “Gazzetta di Königsberg”, giacché tutti questi testi avevano un’impronta alta-mente originale. Io posseggo una raccolta pressoché completa dei suoi scritti... e non rinuncio alla spe­ranza di provvedere di persona o almeno di dare incremento ad un’edizione delle opere hamannia­ne: e una volta che questi importanti documenti siano di nuovo sotto gli occhi del pubblico sarà tempo di studiare più da vicino l’Autore: la sua natura e la sua opera...».

Johann Wolfgang von Goethe,
Dichtung und Wahrheit III, 12.
Il Sole 24 Ore: Un nemico dei Lumi amato da Goethe (A. Torno)
pubblicato il: 20-09-2020

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