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Il contratto di lavoro nel diritto positivo italiano

Il contratto di lavoro nel diritto positivo italiano
titolo Il contratto di lavoro nel diritto positivo italiano
autore
argomenti Diritto
collana Ricerche. Diritto
formato Libro
pagine 916
pubblicazione 2003
ISBN 9788834309643
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€ 50,00
Spedito in 3 giorni
«Il contratto di lavoro è sorto fin dai tempi in cui l’uomo non bastò più a se stesso pel soddisfacimento dei suoi bisogni e dovette quindi ricorrere all’opera del suo simile per procurarsi ciò che poteva soddisfare i bisogni nuovi. È da questo momento (notiamo per incidenza) che è cominciata la cosiddetta ‘questione sociale’, la quale è stata acuita dalla caratteristica propria della civiltà umana, in cui i bisogni aumentano in proporzione assai maggiore che non accrescano e si perfezionino i mezzi per soddisfarli. Pare perciò anche a noi assurda l’affermazione di qualche moderno sociologo, per cui il contratto di lavoro sarebbe sorto dall’attuale ordinamento industriale. È stato osservato giustamente che quella affermazione può essere vera solo per quella particolare forma che il rapporto locativo ha assunto per le nuove condizioni economiche e sociali sorte dalla grande industria. Del resto avvertiamo fin d’ora che dal punto di vista del nostro diritto positivo questa differenza non si può fare come si può forse fare da un punto di vista sociologico. La grande industria ha avuto per effetto un aggravamento di talune responsabilità degli industriali, e un maggiore intervento dello Stato a protezione degli operai. Ma il contratto di lavoro nella sua essenza, nella sua costruzione giuridica (l’unica cosa che ci interessa in queste pagine) non ha risentito da questo novello elemento che si è aggregato al vecchio ceppo romanistico...»

Biografia dell'autore

Lodovico Barassi (Milano, 1873-1961) è stato professore ordinario di Diritto civile e incaricato di Diritto del lavoro nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dal 1928 al 1942, dopo avere insegnato nelle Università di Perugia, Genova e Pavia.

La prima cosa che colpisce nell’osservare il Contratto di lavoro nel Diritto positivo italiano (Società editrice libraria, Milano, 1901), dedicato da Lodovico Barassi al padre con affetto e gratitudine, è la mole del volume. Ciò non dovrebbe sorprendere, secondo la tradizione della trattatistica ottocentesca più propensa all’analisi che alla sintesi. Nel caso di specie sono due le circostanze che alimentano lo stupore: la prima è la giovane età dell’autore, appena ventotto anni, la seconda il titolo dell’opera. Il diritto del lavoro prebarassiano, infatti, è formato da brevi scritti e da qualche voce enciclopedica, come quella dello Jannacone del 1898. L’appellativo di fondatore della scienza del diritto del lavoro si giustificherebbe già di per sé, anche se la quantità non è sempre indice di qualità. Più che il titolo «Contratto di lavoro» appare significativa la specificazione «nel Diritto positivo italiano», disciplina che non conosceva né la categoria concettuale, né la normativa in materia.

Mario Napoli (Grotteria, 1945) è ordinario di Diritto del lavoro nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Per Vita e Pensiero ha curato: “Costituzione, lavoro, pluralismo sociale” (1998), “L’Intersind dall’interno” (2000), “La nascita del diritto del lavoro. «Il contratto di lavoro» di Lodovico Barassi cent’anni dopo. Novità, influssi, distanze” (2003).

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