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Il ragionevole disaccordo

Il ragionevole disaccordo
titolo Il ragionevole disaccordo
sottotitolo Hayek, Oakeshott e le regole 'immotivate' della società
autore
argomenti Politica
collana Scienze politiche, 8
formato Libro
pagine 196
pubblicazione 1999
ISBN 9788834300084
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€ 16,00
Spedito in 3 giorni
Nelle scienze storico-sociali ogni ‘spiegazione’ dei fenomeni collettivi sembra dover dipendere – da Max Weber in poi – dalla ‘comprensione’ dei motivi dominanti per i quali gli individui sono disposti a interagire in società. La benevolenza disinteressata come il cieco opportunismo, il freddo calcolo degli interessi come l’invidia più o meno irrazionale possono costituire altrettante motivazioni che rispondono all’eteronomia causale delle intenzioni umane, al fatto cioè che i comportamenti individuali sono determinati da una pluralità di motivi storicamente e culturalmente differenti. Diversi pensatori vanno oggi evidenziando la necessità di riconoscere una gamma di motivazioni ben più ampia e comprensiva rispetto a quella contemplata dalla teoria liberale. Scaturisce da qui una critica radicale al liberalismo, che trova la più autorevole replica nella posizione teorica di Friedrich von Hayek. Immaginare una società estesa, che sappia governarsi per mezzo di principi d’azione e di coesione altrettanto ampi, vuol dire rinunciare una volta per tutte a comprendere l’agire umano dal punto di vista dell’intenzionalità individuale o collettiva. Per altri versi, un’idea simile viene ribadita anche da un altro straordinario – sebbene assai meno noto – esponente del liberalismo contemporaneo, Michael Oakeshott. Come per Hayek, anche per Oakeshott non è possibile risalire alle motivazioni o alle intenzioni per le quali gli individui – pur restando reciprocamente indipendenti – entrano in società. Con la cruciale differenza, però, che non si tratta per Oakeshott di una barriera cognitiva, bensì di un limite storico: ciascuna forma di vita associata – comprese le società liberali e di mercato – è il risultato di un prodotto umano contingente che, per il fatto di essersi formato attraverso innumerevoli conflitti motivazionali, cela nell’ambivalenza del suo stesso carattere le ragioni della propria precarietà.

Biografia dell'autore

Silvio Cotellessa, dottore di ricerca in Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche, svolge attività scientifica presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presso l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (Aseri) di Milano. È autore di diversi saggi dedicati all’analisi delle politiche pubbliche, ai rapporti tra economia e politica, alla metodologia delle scienze sociali e politiche.

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