Cultura e storia - tutti i libri della collana Cultura e storia, Vita e Pensiero - Vita e Pensiero (4)

Cultura e storia

In cammino tra due mondi. Strutture del cristianesimo antico In cammino tra due mondi - Strutture del cristianesimo antico
Anno: 2003
Dai modesti esordi nei villaggi della Galilea all’inarrestabile espansione in tutto l’Impero romano, la storia del cristianesimo è attraversata da un sottile, ma resistente filo conduttore: i cristiani vissero come cittadini di due mondi, immersi nelle realtà caduche dell’esistenza e al contempo rivolti con lo sguardo all’eterno. Se, infatti, da un lato, si radicò molto presto la convinzione che la loro vera patria non era di questo mondo, dall’altro essi professarono un credo unitario capace di influenzare fortemente la società e di regolare l’esistenza del singolo. Fissate le coordinate spazio-temporali entro le quali si sviluppò e si diffuse il cristianesimo, Markschies delinea i tratti salienti della religiosità individuale, nei momenti cruciali dell’esistenza come nella normalità della vita quotidiana, e di quella comunitaria, scandita dalla celebrazione eucaristica e dall’esercizio della carità. Ne emergono le ragioni per cui la nuova religione seppe conquistarsi un numero rilevante di seguaci: la semplicità della sua dogmatica, il coerente monoteismo, la certezza del legame con Dio assicurata dai sacramenti. L’annuncio di Gesù riduceva e spiegava così la complessità della vita e schiudeva all’uomo un orizzonte ultraterreno, un ‘di più’ che non si esaurisce nelle alterne vicende della storia.
€ 20,00
Gregorio Magno e il suo mondo Gregorio Magno e il suo mondo
Anno: 2001
L’appassionante studio di Robert A. Markus è la prima monografia, dopo quella di F.H. Dudden del 1905, a occuparsi in modo sistematico della vita e delle opere di Gregorio Magno, così come del suo pensiero e della sua spiritualità.
€ 22,00
Marco Polo. Vita e leggenda Marco Polo - Vita e leggenda
Anno: 2001
Marco Polo è una delle figure più note del Medioevo e uno dei pochi viaggiatori dell’epoca a essersi spinto fino in estremo oriente. Mercante e avventuriero, ma anche molto più di questo: è un ‘cronista estero’, il primo viaggiatore europeo a descrivere con l’autorità del testimone oculare, a un pubblico pieno di stupore, gli spazi affascinanti del lontano oriente.
€ 12,00
Le origini della morale cristiana. I primi due secoli Le origini della morale cristiana - I primi due secoli
Anno: 2000
Come vivere nella città degli uomini sapendo che la vera casa è altrove, nei cieli? Che rapporto intrattenere con il mondo: fuggirlo o contribuire alla sua trasformazione? A tali interrogativi si trovarono a rispondere i membri delle prime comunità cristiane, «convertiti» chiamati a prendere le distanze dal passato e dai suoi costumi, definendo così i tratti di una nuova società, ‘altra’ rispetto a quella dei pagani e dei giudei, eppure profondamente intrecciata alla cultura urbana che era stata terreno fertile per la diffusione del cristianesimo nel mondo greco-romano. Questo non facile compito sta alle origini della nascita di una specifica morale, in cui l’osservanza dei precetti biblici e neotestamentari si fa codice per l’intera comunità, straniera nel mondo ma saldamente unita a Cristo e, mediante Lui, a Dio. È precisamente nella vita concreta delle prime comunità che Meeks rintraccia gli aspetti più significativi della morale cristiana nel periodo decisivo della sua formazione, dalla morte di Gesù al secondo secolo dopo Cristo. Con un approccio attento a porre in relazione la dimensione teologica e il costume, l’esegesi testuale e l’indagine sociologica, Meeks illumina una realtà complessa, fatta di credenze, sensibilità, percezioni, pratiche. Ne descrive il linguaggio, i valori, i fattori di aggregazione, i concetti portanti – la carità, il celibato, le relazioni tra i due sessi, la concezione dell’autorità, il senso delle cose ultime – evidenzia da un lato gli elementi peculiari e innovativi, dall’altro i rapporti con l’ellenismo e il giudaismo. Questo studio acuto e fecondo propone una vivida intelligenza della concezione morale e della pratica etica della comunità cristiana, viva e operosa nella storia, eppure consapevole di un futuro il cui riepilogo e giudizio stanno nelle mani e nel tempo di Dio.
€ 22,00
L' Italia nel 'nuovo ordine mondiale'. Politica ed economia dal 1945 al 1947 L' Italia nel 'nuovo ordine mondiale' - Politica ed economia dal 1945 al 1947
Anno: 2000
All’alba del XXI secolo, gli Stati nazionali non hanno più la forza e l’importanza del passato. Alla crescente interdipendenza economica si accompagnano fenomeni analoghi sul piano politico, militare o giuridico: è la globalizzazione, tendenza tipica degli anni ottanta e novanta del novecento. Ma tutto ciò non costituisce una novità improvvisa. La storia italiana è in questo senso emblematica: l’Italia, uscita pesantemente sconfitta dalla seconda guerra mondiale, fu rapidamente inserita nel nuovo ordine politico ed economico internazionale, a leadership americana, segnato da istituzioni come il Fondo monetario e la Banca mondiale. Le vicende italiane del dopoguerra sono state discusse da una storiografia ormai vastissima, ma questi aspetti così importanti sono stati spesso trascurati. Oggi però la globalizzazione ci impone di guardare il passato con occhi diversi. La rapida integrazione dell’Italia in un ‘nuovo ordine’ economico-politico internazionale ha costituito il principale banco di prova della classe dirigente post-bellica che, espressa soprattutto dai nuovi partiti di massa, era in gran parte costituita dai cattolici. Nel complesso, questa classe dirigente, almeno nelle sue espressioni più consapevoli, accettò le sfide dell’integrazione economica internazionale, cercando contemporaneamente di difendere le strutture tradizionali dello Stato nazionale. Si trattava in realtà di due obiettivi parzialmente contraddittori: l’Italia scaturita da quelle scelte seppe infatti inserirsi nel nuovo contesto internazionale meglio di quanto riuscì ad affrontare i suoi problemi interni.
€ 18,50
Il sole e la luna. Papato, impero e regni nella teoria e nella prassi dei secoli XII e XIII Il sole e la luna - Papato, impero e regni nella teoria e nella prassi dei secoli XII e XIII
Anno: 2000
Tra le diverse modalità di accostare la storia dei secoli centrali del medioevo, particolarmente fecondo si rivela lo sviluppo del diritto canonico, che offrì un contribuito determinante alla costruzione dei fondamenti sia del papato, sia dei regna. L’alto medioevo si caratterizza per la vivace simbiosi tra le istituzioni ecclesiastiche ai diversi livelli e le espressioni del potere pubblico. Tuttavia, proprio a partire dal XII secolo, quest’ultimo avrebbe sempre più acquistato caratteri ‘laici’, cercando soprattutto nel diritto romano le basi sulle quali elaborare una adeguata giustificazione all’esercizio del potere politico, come pure di quello ecclesiastico. Il pensiero dei decretisti, dei decretalisti, nonché dei papi giuristi, tra i quali spiccano Innocenzo III e Innocenzo IV, incise dunque in maniera significativa sugli approfondimenti in merito al potere ‘giusto’, esercitato in accordo con i disegni divini. A questa riflessione vanno anche fatti risalire i motivi della lotta contro gli eretici – un elemento di disturbo in una società per definizione tesa alla realizzazione del progetto divino su di essa –, a volte dichiarati tali solo perché disobbedienti ai comandi del papa o dei principi. L’elaborazione canonistica si offre dunque come un punto di vista privilegiato dal quale cogliere le fasi e i motivi che, oltre a consentire una progressiva organizzazione delle diverse entità politiche del medioevo – tra le quali un posto di rilievo spetta allo Stato della Chiesa –, fornirono poi un importante riferimento al potere assoluto dei re.
€ 22,00
Furta Sacra. La trafugazione delle reliquie nel Medioevo (secoli IX - XI) Furta Sacra - La trafugazione delle reliquie nel Medioevo (secoli IX - XI)
Anno: 2000
Obbligatorie per gli arredi degli altari, necessarie per i giuramenti in tribunale, efficaci in battaglia se incastonate sull’impugnatura della spada, le reliquie dei santi e martiri cristiani occupano un posto di grande rilievo nell’immaginario dell’uomo medievale. Il loro culto non riguarda solo le classi meno colte, ma attraversa strati eterogenei della società, coinvolgendo vescovi e regnanti, monaci e contadini, ne caratterizza il peculiare senso del sacro. Il fenomeno è attestato, nell’agiografia medievale, dai genere dei furta sacra, racconti di traslazioni di reliquie, in vario modo trafugate da un luogo all’altro in tutta Europa. Lungi dall’essere condannati questi furti ricorrenti, reali o presunti, vengono invece pienamente giustificati, accolti dal plauso delle comunità di destinazione (monasteri, città, chiese) che del possesso delle reliquie rubate si facevano vanto Rilette da Geary con l’attenzione propria dello storico e con spirito critico, tali narrazioni, popolate da inconsueti protagonisti (religiosi, mercanti, trafficanti professionisti, ladri vagabondi), contribuiscono a delineare con maggiore chiarezza il quadro complesso e variegato del mondo medievale. In particolare, la ricerca si sofferma sul periodo compreso tra il IX e XI secolo, il cosiddetto «Medioevo centrale», poiché proprio allora il fenomeno appare più che mai vivo e diffuso, segnale di un delicato momento di transizione. Alla fine del IX secolo, mentre le strutture centralizzate del governo carolingio vacillavano di fronte al crescente potere dell’aristocrazia locale e regionale, istituzioni e comunità laiche ed ecclesiastiche dovettero cercare altrove sostegno e protezione. Ai santi vennero così attribuiti i compiti di un sistema politico e sociale che andava sgretolandosi. Le loro reliquie divennero non solo un riferimento religioso, ma addirittura un mezzo di protezione da temute vessazioni e una fonte di sostentamento economico. Baluardo contro miriadi di mali fisici, materiali e spirituali, esse sembravano poter offrire risposte a un universo spesso incomprensibile. In seguito, tali funzioni sarebbero state svolte da altri poteri, sacri e profani, al termine di un processo che vide l’ampliarsi degli orizzonti culturali, il rafforzamento delle istituzioni politiche, lo sviluppo dell’economia. Le reliquie e il culto a esse legato raggiunsero il culmine della propria importanza proprio in tale processo di crisi e riorganizzazione che avrebbero dato origine alle strutture del basso Medioevo, e da lì il mondo moderno, esercitando così un ruolo tutt’altro che secondario nella formazione dell’universo culturale della futura Europa.
€ 15,50
Gli inizi del mondo moderno Gli inizi del mondo moderno
Anno: 1997
La questione dell’inizio del mondo moderno da sempre è stata oggetto di riflessione storiografica; e non può essere separata da un bilancio su di essa. Per approdare a una rilettura più ampia e articolata, a una periodizzazione più soddisfacente, a una comprensione a più piani e dimensioni, occorre tenere conto di strutture di lungo periodo, così come di elaborazioni concettuali. In tale prospettiva si pongono i contributi di questo volume. La ‘modernizzazione’ come categoria storiografica è stata al centro di vivaci dibattiti. Come va intesa e interpretata? Come successione di stati, come sviluppo progressivo e unilineare o piuttosto come insieme di processi storici concreti, e pertanto contraddittori, alterni, necessariamente complessi e differenziati che comprendono una pluralità di realtà? Qual è la percezione di un mondo effettivamente nuovo ovvero moderno? Il libro intende dare una risposta a queste, e ad altre domande, individuando utilmente fattori e indicatori di modernità e di modernizzazione. La percezione della modernità come esperienza di un ‘tempo nuovo’ è declinata in ambiti molteplici, da quello sociale ed economico, a quello istituzionale e giuridico. Sviluppo demografico, soddisfazione di primarie esigenze alimentari entro un contesto di industrializzazione, intensificazione e velocizzazione dei trasporti costituiscono momenti capitali per la storia dell’Occidente europeo nell’Età moderna, non meno del rapporto fra mondo moderno e grandi istituzioni, come quelle della Chiesa e dello Stato, con le loro necessità di definizione e di funzionamento. L’ambito prescelto, l’Europa centrale, esalta i risultati di una ricerca a più voci come proposta e insieme come approfondimento di una categoria cruciale per gli studi storici.
€ 38,00
Il sogno nel Medioevo Il sogno nel Medioevo
Anno: 1996
La cultura medioevale ebbe un atteggiamento ambivalente nei confronti dei sogni. Essi venivano considerati esperienze preziose perché consentivano di predire il futuro, di oltrepassare i limiti spazio-temporali e di accedere alla sfera del trascendente. Ma il sogno era percepito anche come inquietante, perché altro e spiazzante rispetto alla normalità del vissuto diurno. Di qui le numerose trattazioni medioevali - opere filosofiche, teologiche, giuridiche, letterarie e autobiografiche - che miravano a cogliere le potenzialità e insieme a controllare l'imprevedibilità del sogno attraverso una puntuale classificazione. L'opera di Kruger ricostruisce questo quadro complesso e variegato, situandolo sullo sfondo delle teorie elaborate dagli autori neoplatonici della tarda antichità e dai Padri della Chiesa. Ma l'esplorazione, oltre ad occuparsi delle opere erudite, si dedica anche alle riduzioni di registro popolare, scritte in dialetto, e a manuali che forniscono una chiave d'acceso all'interpretazione dei sogni. Particolarmente utili per comprendere la cultura ambiente sono le suggestive descrizioni autobiografiche di sogni realmente avvenuti, capaci di mutare il corso della vita in momenti di crisi perché ne forniscono una lettura radicalmente diversa, "come se quella vita venisse colta da un angolatura intimamente legata al sognatore e nel contempo distante dai suoi normali mezzi di percezione".
€ 22,00
Metamorfosi di un impero. La politica asburgica da Carlo V a Filippo II (1551-1559) Metamorfosi di un impero - La politica asburgica da Carlo V a Filippo II (1551-1559)
Anno: 1994
A metà del Cinquecento la monarchia degli Asburgo sanciva la propria supremazia europea, obbligando la Francia alla pace di Cateau-Cambrésis, e si affermava come prima superpotenza mondiale.
€ 32,54
Vittoria eterna. Sovranità trionfale nella tarda antichità, a Bisanzio e nell'Occidente altomedioevale Vittoria eterna - Sovranità trionfale nella tarda antichità, a Bisanzio e nell'Occidente altomedioevale
Anno: 1993
Proprio mentre l'impero romano si avviava verso la caduta definitiva, la glorificazione della sovranità trionfale dell'imperatore raggiungeva nuove vette, lasciando tracce dell'idea di vittoria perenne dell'impero in tutta la storia e la cultura della tarda antichità. Questo studio segue l'evoluzione del relativo cerimoniale e l'influenza da esso esercitata sugli eredi sia orientali sia occidentali della tradizione romana, fino al secolo X; in tale prospettiva appare che la celebrazione delle vittorie conseguite dai detentori del potere conobbe continui mutamenti nei rituali e nei contenuti, e che questi stessi mutamenti rispecchiavano tendenze più vaste nello sviluppo delle società e delle monarchie. Nello stesso tempo, questo libro fa ulteriormente chiarezza sulle origini tardoromane di vari importanti elementi della monarchia altomedioevale, mostrando per esempio che lontano dalla capitale imperiale il culto della sovranità trionfale permeava le élites locali in quanto le autorità operanti nelle province imitavano il vincitore supremo facendo allestire trionfi propri - e i nuovi sovrani germanici, in Occidente, si adeguarono alla tendenza. Classicisti, medioevalisti, bizantinisti, storici dell'arte e dei rituali troveranno in questo libro ulteriori temi di studio e vie d'approccio a un problema di primaria importanza nell'ambito della trasformazione dell'ideale imperiale romano, culminata nelle nuove civiltà di Bisanzio e dei regni romanobarbarici.
€ 29,00

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Antidoto ai dilemmi dell'umano: la letteratura
La recensione del libro di Manicardi "La passione per l'umano" a cura di Daniele, studente liceale in visita in casa editrice.
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