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Leggere la società

Sociologia e metasociologia. Itinerari di ricerca
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 200
Anno: 2000
Gli itinerari di ricerca raccolti in questo volume invitano a prendere in considerazione il dibattito sui rapporti tra sociologia e metasociologia attraverso la documentazione di alcuni contenuti e momenti del confronto che si è sviluppato su questi temi negli Stati Uniti d’America. L’ipotesi interpretativa della ‘metasociologia’ – se la si ritiene valida – può essere utilizzata per ricostruire tutta la storia del pensiero sociologico, dai classici dell’Ottocento fino alle più complesse teorizzazioni dei nostri giorni. A tale scopo, una particolare attenzione è riservata alle indagini sociologiche di Simmel, che ha cercato di definire il ‘posto’ della nuova scienza della società nell’orizzonte culturale del suo tempo, distinguendosi dai fautori di una concezione totalizzante della sociologia e ultrasocializzata dell’uomo. Per meglio definire la realtà, il ruolo e le funzioni dell’attore sociale, sviluppando un confronto con nuove possibili interpretazioni, sono considerate alcune prospettive teoriche che propongono soluzioni per i tradizionali dualismi sociologici (olismo/individualismo, azione/struttura, attore/sistema) in cui possono trovare spazio nuovi significati e nuove valenze del termine persona. La questione più generale della precomprensione antropologica dell’attore sociale è richiamata attraverso la elaborazione di una mappa di contenuti filosofico-antropologici che rinviano a un livello di analisi forse inusuale tra i sociologi, ma che riguarda indubbiamente una delle radici del discorso sociologico contemporaneo. Tutto ciò risulta importante anche per definire la specificità dello statuto scientifico della sociologia. In questo senso, è opportuno evidenziare che le definizioni della metasociologia proposte negli interrogativi finali hanno a che fare con una scelta cruciale per la sociologia: la sua chiusura autoreferenziale o la sua apertura nei confronti delle altre scienze umane e sociali. Gli itinerari di ricerca qui sviluppati possono contribuire a chiarire i termini di tale scelta. L’intento è quello di servire alla causa del pensiero sociologico e del suo sviluppo nell’ambito delle dinamiche culturali – sempre più complesse – che interessano il mondo d’oggi.
€ 15,00
La formazione continua a sostegno dello sviluppo locale. Un'analisi di alcune realtà rurali trentine
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 216
Anno: 2000
E' noto il ruolo strategico della formazione iniziale e continua: migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, specialmente in determinati segmenti professionali. Il volume presenta, a tal proposito, i risultati di un ampio lavoro di ricerca che ha interessato alcune zone rurali in ritardo di sviluppo.
€ 14,46
La formazione e lo sviluppo. Un confronto tra Italia e Francia
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 232
Anno: 1999
Il presente volume affronta due temi – la formazione e lo sviluppo – da tempo al centro della riflessione e della ricerca sociologica. Esso ripercorre le tappe più significative del dibattito che si è sviluppato sui processi di interdipendenza tra questi due termini, portando alla luce il ‘doppio rovesciamento’ di prospettiva verificatosi nell’arco di cinquant’anni riguardo ai paradigmi interpretativi sottesi e delineando le chiavi di lettura che connotano la fase attuale. A muovere la riflessione è la nuova centralità riconosciuta oggi, nel dibattito italiano e internazionale, alla formazione come risorsa per lo sviluppo. Nell’investimento in formazione, in particolare, viene individuato ottimisticamente un fondamentale strumento di lotta alla disoccupazione, di sostegno alla competitività dei sistemi produttivi, di integrazione lavorativa e sociale, in risposta alle sfide avanzate dalla crescente globalizzazione dei mercati e dalle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Tuttavia, a fronte della complessità delle connessioni che legano i sistemi formativo, produttivo e occupazionale, si incrina l’illusione di realizzare tra loro un adeguamento funzionale, ed emerge la necessità di adottare un approccio di studio ‘multidimensionale’ che tenga conto dell’intreccio tra dimensioni economiche, fattori sociali e vincoli istituzionali, da cui non può prescindere l’approfondimento del rapporto tra formazione e sviluppo. La riflessione condotta offre la cornice teorica per affrontare alcune questioni fondamentali in ordine all’assetto degli odierni sistemi formativi, al rapporto tra i sotto-sistemi scolastico e della formazione professionale, e i sistemi produttivo, occupazionale e sociale, in ordine alla programmazione delle politiche formative e delle responsabilità (non solo) istituzionali in materia; questioni che divengono terreno di approfondimento nell’analisi delle esperienze italiana e francese, e più specificamente di due realtà regionali assunte come esempi esplicativi delle trasformazioni in atto in entrambi in paesi: il Rhone Alpes e l’Emilia Romagna.
€ 20,00
Gli artigiani del futuro. Da un progetto di ricerca a un percorso formativo
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 280
Anno: 1999
L'imprenditoria artigiana rimane un fattore molto vitale del sistema economico italiano, trovando nei modelli produttivi emergenti (il cosiddetto 'post?fordismo') nuove opportunità di sviluppo. Poco però si sa delle ragioni che inducono ogni anno decine di migliaia di lavoratori a scegliere la strada della micro?imprenditorialità artigiana, delle risorse che li sorreggono, delle difficoltà che incontrano, delle domande che esprimono. La ricerca qui presentata, svolta da una équipe del Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano su incarico del Ministero dell'Industria, Direzione generale dell'artigianato, tenta per la prima volta di esplorare questi temi, attraverso un'indagine su un campione rappresentativo di mille giovani artigiani di tutta Italia. I risultati non solo confermano le differenze territoriali e settoriali che caratterizzano il mondo dell'imprenditoria artigiana, ma mostrano anche tratti inattesi: l'importanza dell'istruzione, la vitalità dell'imprenditoria familiare, l'emergere di un volto femminile dell'artigianato. La seconda parte del volume presenta poi un itinerario formativo mirante a sviluppare le capacità imprenditoriali dei giovani artigiani, sperimentato nel corso del progetto a Milano, Roma e Napoli.
€ 15,49
Terzo settore: i molti volti del caso italiano
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 174
Anno: 1997
Il terzo settore rappresenta ormai una componente fondamentale della società italiana: è infatti sotto gli occhi di tutti la rilevanza societaria dell’azione svolta dalla pluralità di organizzazioni non-profit che lo costituisce e che comprende tra gli altri – come è noto – il volontariato organizzato, la cooperazione sociale, l’associazionismo sociale, le fondazioni sociali. Proprio la differenziazione interna dell’area e il ruolo che, nel complesso, essa può svolgere nel Paese alla luce dei nuovi orientamenti di politica sociale, sono al centro del presente volume il quale, a partire dalla più recente riflessione sociologica e attraverso il sostegno della ricerca empirica, offre interessanti categorie interpretative circa la natura del terzo settore, le sue articolazioni, la sua morfogenesi. In particolare nel testo sono richiamati i tratti distintivi del fenomeno in esame, sono rese visibili alcune soggettività finora poco esplorate, sono indagati e messi a fuoco alcuni indicatori di forza o di debolezza delle organizzazioni di terzo settore. Sono, inoltre, considerati i trade-offs tra le diverse organizzazioni di terzo settore e gli altri soggetti sociali, in particolare afferenti allo Stato e al mercato. Da essi emerge chiaramente che il terzo settore italiano sembra essere giunto ad un bivio: o si emancipa dalle diverse dipendenze – di natura economica, strutturale e anche culturale – che lo legano in modo tuttora prevalente allo Stato e in modo emergente al mercato e riafferma la propria identità societaria oppure il rischio di estinguersi nell’uno o nell’altro polo sembra assumere attualmente molta più consistenza che in passato. In tale querelle, l’autonomia sociale rappresenta il banco di prova delle organizzazioni di terzo settore, costituendo, al tempo stesso, una sfida e una risorsa cruciale.
€ 12,00
Qualificare per la formazione. Il ruolo della sociologia
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1996 | pagine: 280
Anno: 1996
All’interno del vasto processo di trasformazione che sta investendo tutto il polo universitario umanistico, con la finalità non secondaria di ridisegnare in modo più razionale (più specialistico e più omogeneo allo stesso tempo) il futuro assetto culturale e professionale dei quadri della formazione scolastica ed extrascolastica (insegnanti, educatori, formatori), la sociologia dell’educazione, che in questo nuovo quadro assume ormai il ruolo di insegnamento fondamentale, può trovare un’inedita e cogente occasione di riflettere su se stessa, sul proprio ruolo politico-culturale (ambito teorico, legami interdisciplinari), e, insieme, sui propri paradigmi scientifici e sulla propria pratica didattica. In un momento di grave crisi – economica, sociale, politica, di idee e di convivenza –, in un momento anche di grande incertezza e confusione culturale, in cui il frastuono della comunicazione, della contrapposizione, della rivalsa, del ‘nuovismo’ coatto, rischia di spezzare i fragili fili della riflessione, di prevaricare o ignorare il paziente e sommesso lavoro della conoscenza e della ricerca, di sovrapporsi con la sua rozzezza e le sue mistificazioni all’instancabile ricostruzione e conservazione della memoria, alla non frettolosa elaborazione di ragionevoli o utopici progetti, anche la sociologia, nel proporsi come supporto alla qualificazione di un sistema educativo che incide pesantemente sulla vita e sul destino sociale degli individui e dei gruppi, non può sottrarsi all’impegno etico di farsi carico della complessità e della pluralità dei progetti di vita, attraverso il rifiuto critico della loro riduzione e ‘normalizzazione’ e il contributo a interpretarli e a realizzarli dentro un progetto complessivo di maggiore incidenza della formazione sui processi di mutamento e di interazione sociale. Questo libro, a cui hanno collaborato molti docenti aderenti alla Sezione di Sociologia dell’Educazione dell’AIS, mentre ricostruisce l’attuale quadro complesso e differenziato dei processi educativi, vuol essere anche un contributo al coraggioso e non facile progetto di ristrutturare le diversificate e complementari professionalità dell’area della formazione: area vasta e centrale, sia sul piano concreto che simbolico, dove forte permane il bisogno di minore improvvisazione, di analisi più profonde e di strumenti di interpretazione e di intervento flessibili e multidimensionali.
€ 17,56
Una promessa disattesa. Lo sviluppo locale nell'esperienza francese
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1996 | pagine: 428
Anno: 1996
Il disegno del volume prende avvio da una ricognizione critica della letteratura francese in tema di sviluppo locale. La scelta di questo caso nazionale, cioè di un paese caratterizzato da una tradizione fortemente centralizzatrice e da un pervasivo intervento dello Stato nell’economia, può a tutta prima apparire paradossale. Tuttavia, proprio la sostanziale residualità dei sistemi produttivi locali nell’esperienza francese consente di cogliere in maniera più immediata la valenza euristica posseduta dagli studi sullo sviluppo locale, e al tempo stesso di rivalutare l’importanza di una dimensione che questi ultimi hanno sostanzialmente trascurato: quella della regolazione politica dell’economia. A diversi anni dall’avvio del processo di decentralizzazione lo sviluppo locale in Francia appare una «promessa disattesa»: i percorsi di crescita delle diverse società locali assumono configurazioni analoghe e in gran parte predefinite, nel tentativo di attrarre le medesime risorse umane, materiali e simboliche; l’inclusività tradizionalmente associata alla rilocalizzazione dell’economia è a sua volta posta a repentaglio dalla selettività, dal punto di vista territoriale e da quello sociale, degli attuali processi di crescita. La riflessione proposta presenta caratteri di notevole originalità grazie alla scelta di ricondurre a un medesimo modello interpretativo una serie di esperienze idealtipiche che la letteratura è solita trattare disgiuntamente. Lo spessore teorico della riflessione svolta consente di proporre un approccio alla questione dello sviluppo che dà conto dell’imprescindibile contributo della sociologia alla comprensione del comportamento economico.
€ 33,57
Sempre più soli... sempre più insieme. Tendenze di vita familiare
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1995 | pagine: 172
Anno: 1995
Alla fine del secondo millennio è sempre più chiaro che, pur essendosi l’«universale familiare» dissolto in una pluralizzazione di forme e di strutture non più riconducibili ad una famiglia modale, la famiglia, come mediazione tra gender e generazione, è tuttora, e sempre di più, la protagonista della vita sociale. Per comprendere verso quale orizzonte si incammina oggi la famiglia, è indispensabile portare alla luce l’essenza del suo cambiamento. La ricerca empirica più attuale sulle tematiche familiari si focalizza su due rilevanti fenomeni: il sempre più evidente rimpicciolimento delle forme familiari, che incrementa le strutture unipersonali, e l’emergere – al di là della superficie «atomizzata» – di una rete di solidarietà informale tra famiglie che rompe l’isolamento. Dopo la famiglia «nucleare», viene una famiglia pluralizzata, contratta, isolata, sola e, contemporaneamente, capace di dar vita ad una rete molto vitale di reciproco aiuto. Sotto il profilo sociologico diventa così fondamentale porsi una domanda-chiave: a che titolo si può parlare di famiglia come di un soggetto sociale, cioè come titolare di un complesso di diritti/doveri di cittadinanza in quanto famiglia e non in quanto somma di individui? Questo lavoro costituisce il tentativo di trovare una risposta a tale domanda per via «induttiva»: nella consapevolezza che ai nostri giorni è indispensabile cogliere la famiglia attraverso la famiglia, piuttosto che ostinarsi a confrontare le forme reali con un prototipo modale di famiglia. Due ricerche condotte di recente su fenomeni familiari emergenti, l’associazionismo familiare e la procreazione assistita, consentono di individuare il filo rosso che lega due dimensioni familiari contrapposte, sempre più soli... sempre più insieme, cioè le tendenze all’isolamento e alla solidarietà. L’accostamento delle indagini costituisce un tentativo di notevole interesse, perché apre la strada a un modo inusitato di «far fruttare» il capitale empirico, raccolto in anni di lavoro: ogni ricerca, infatti, rappresenta un prezioso materiale strategico da reinterpretare e ricombinare, in una prospettiva «relazionale» in cui ogni fenomeno sociale e familiare può dire molto di più se analizzato a partire da altri fenomeni che apparentemente con esso non hanno nulla in comune, ma che ad esso sono profondamente «relazionati».
€ 13,00
Professione: educatore. L'operatore socio-psico-pedagogico
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1994 | pagine: 400
Anno: 1994
L'operatore socio-psico-pedagogico svolge le sue funzioni in due grandi aree di intervento: 1.1'attività socio-sanitaria e assistenziale rivolta ai minori, agli handicappati, ai malati mentali, ai tossicodipendenti, agli anziani, agli emarginati e devianti; 2. l'attività educativo-culturale relativa alla formazione scolastica e sociale, alla formazione permanente e al tempo libero. L'eccessiva e contraddittoria presenza di norme legislative emanate da istituzioni centrali e locali diverse ha reso la sua figura quanto mai confusa, facendogli assumere denominazioni varie (educatore professionale, psico-pedagogista, orientatore, psicomotricista, tecnico della riabilitazione sociale) con percorsi formativi profondamente differenti sia per i canali universitari (Diplomi universitari e Laurea dalle Facoltà di Magistero e di Medicina) o professionali (Scuole regionali e Corsi USL) sia per la consistenza quantitativa e qualitativa nell'ambito disciplinare e nel tirocinio professionale, per svolgere ruoli identici in tutto o in parte verso le stesse fasce di utenti. Sul piano epistemologico si scontrano due modelli di intervento: a) quello medico che tende a 'curare' il malato o a 'prevenire' la malattia, attraverso la riabilitazione o l'educazione alla salute; b) quello educativo che 'si prende cura' della persona affidatagli attraverso una relazione d'aiuto che tende a favorire lo sviluppo e la costruzione di una personalità autonoma e matura fondata su valori. I1 presente volume raccoglie i contributi di studiosi di psicologia, di pedagogia, di sociologia e di responsabili dei Servizi sociali, che hanno affrontato i fondamenti teorici, il quadro normativo, l'iter formativo e l'inserimento nei vari Servizi dell'operatore socio-psico-pedagogico, con la documentazione di esperienze concrete. Tali contributi sono stati raccolti dal Centro di Ricerca delle Tecnologie dell'Istruzione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore attraverso l'attività di ricerca e di consulenza scientifica rivolta a Enti locali, a Centri di riabilitazione e socio-educativi, a Scuole e Istituzioni formative, o anche con organizzazione di Convegni e Seminari di studio negli anni 1990-1994.
€ 20,00
Le strategie familiari di fronte alle sfide dell'ambiente
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1994 | pagine: 208
Anno: 1994
Il volume presenta una serie di significative ricerche che indica quali sono le linee direttrici verso cui si stanno incamminando le attuali modificazioni delle realtà familiari.
€ 12,91
La città da vivere. Teorie e indicatori di qualità
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1998 | pagine: 196
Anno: 1998
Questa ricerca sulla qualità urbana è stata realizzata presso la Sezione «Ambiente e Territorio» del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano. Il tema conduttore dell’indagine è l’approfondimento dei modi attraverso cui la qualità ambientale viene percepita ed elaborata nei vari contesti sociali, anche al di fuori di criteri di razionalità strumentale: si pensi alle relazioni di appartenenza, di influenzamento e di riferimento di gruppo e ai loro potenti effetti sugli atteggiamenti e sui comportamenti. Nell’esposizione, si parte da un profilo teorico generale per arrivare a riflessioni più specifiche sulla realtà odierna delle conurbazioni mature, con particolare riferimento ai casi italiani. Pertanto, si propone all’inizio un modello di analisi, che organizza i principali fattori di valutazione della qualità ambientale e della qualità della vita; seguono approfondimenti critici sugli indicatori e sui metodi utilizzati fino ad oggi per questi studi, nonché sulle diverse rappresentazioni culturali e sociali dell’ambiente, del degrado e del rischio ecologico, nei loro aspetti quantitativi e qualitativi, scientifici e di «senso comune». Si prospettano infine alcune metodologie di concreto miglioramento della qualità delle conurbazioni mature. L’indagine conferma l’ipotesi che le soluzioni proposte per migliorare la qualità della vita si basano sempre su giudizi di valore, anche se talvolta impliciti. È auspicabile allora che la ricerca scientifica non rinunci a porsi anche questioni di natura teleologica, assumendo le proprie responsabilità etiche, deontologiche e sociali.
€ 13,00
Etica e servizio sociale
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1995 | pagine: 352
Anno: 1995
Nella cultura dell’Italia contemporanea, caratterizzata da crescente disorientamento e perdita di centri di riferimento, sembra particolarmente difficile identificare valori condivisi. Tuttavia la questione etica attira l’attenzione di molti, in quanto potrebbe offrire una via d’uscita alla crisi che attraversa i diversi campi del sapere e della vita sociale. Ogni uomo cerca infatti qualcosa di comune su cui convenire con i propri simili, se non altro perché non venga meno quel minimo di coesione sociale che renda possibile vivere in società complesse e potenzialmente conflittuali come le nostre. In questo clima, non privo di contraddizioni, è tornata a galla l’esigenza – rimossa nella stagione della contestazione – di riflettere sui temi dell’etica nel servizio sociale. Per facilitare tale ripresa d’interesse, le Fondazioni Luigi Moneta di Milano ed Emanuela Zancan di Padova hanno promosso un itinerario triennale di ricerca e di elaborazione su questioni etiche essenziali per gli assistenti sociali, al fine di individuare un insieme di valori validi sia come riferimento per chi già lavora nel sociale, sia per l’attività didattica nella formazione di nuovi operatori. Si è così inteso enucleare e poi sperimentare valori che traducano nella prassi del servizio sociale le responsabilità che dovrebbero essere di tutti i cittadini e che – nella misura in cui non lo sono – richiedono un intervento professionale specifico, per poter essere affermati – in modo particolare – nel rispondere a situazioni di grave bisogno personale e sociale. I contributi di sintesi dei tre anni di lavoro e le esperienze documentate in questo volume rappresentano un tentativo per formulare un insieme di proposte etiche per il mondo professionale del servizio sociale, che da più parti – nelle sedi formative e sul campo – sembra richiedere con insistenza un’area comune di valori ai quali poter fare riferimento, anche per passare da una riflessione prevalentemente interna ad un dibattito più allargato, che investa i livelli pubblici e istituzionali di elaborazione e programmazione delle politiche sociali.
€ 18,59

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